La stampa 3D trasforma anche un frantoio oleario

Bari, 5 febbraio 2020 – La trasformazione digitale riguarda tutti, anche i settori più tradizionali, che ritengono di essere esclusi da questa rivoluzione. Un buon esempio di quanto sia vera questa affermazione arriva dalla storia di un piccolo frantoio oleario pugliese, frutto dell’eredità di 3 generazioni di molitori, che dopo aver acquistato una semplice linea di imbottigliamento alla fine degli anni Novanta non si era più preoccupato di mettere mano ad ulteriori innovazioni.

 

La rete di piccoli produttori di olio di eccellenza italiani non possono di certo competere sul fattore prezzo con i colossi internazionali o con i leader della distribuzione organizzata. Diventa così ancor più importante un altro elemento di differenziazione ovvero il packaging. La bottiglia di olio in questo modo può raccontare una storia, ha un valore aggiunto, è un prodotto premium, capace di differenziarsi. Ma come riuscirci senza cambiare linea di imbottigliamento (scelta che avrebbe avuto costi proibitivi)?

 

Grazie al supporto di un Fablab, ovvero di un centro di sperimentazione sulle tecnologie di Impresa 4.0, del territorio (sono oltre 100 in italia), mediante strumenti di scansione e stampa 3D i vecchi ingranaggi che operativamente permettevano il passaggio delle bottiglie di olio (dalle dimensioni standard) lungo la linea di imbottigliamento sono stati riadattati, secondo le nuove esigenze dell’impresa ed è stato quindi possibile mantenere la vecchia linea e a costi bassissimi ripensarla per nuovi orizzonti futuri. Un esempio, vincente, di come oggi sia possibile anche per le micro-imprese innovare e innovarsi e di come, aprendosi al confronto e facendo rete con i sistemi diffusi di digital transformation, pubblici e privati, sia possibile vincere la sfida della competitività.

 

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