Innovare insieme: persone, dati e cooperazione per il futuro

“Innovare è fondamentale, ma solo se fatto con intelligenza.” — Guido Ricci, La Lumaca

Durante il panel promosso da Fondazione PICO, Innovacoop e Legacoop Nazionale al WMF – We Make Future, diverse realtà cooperative hanno raccontato il loro approccio concreto all’innovazione: tra persone, tecnologia e cultura del cambiamento.

Si è svolto questo pomeriggio presso il Padiglione 21 di BolognaFiere, all’interno del WMF – We Make Future, il panel promosso da Fondazione PICO, Innovacoop e Legacoop Nazionale. Un’occasione per riflettere su come l’open innovation e la trasformazione digitale stiano diventando leve strategiche per cooperative attive in settori diversi, dall’educazione alla logistica, dalla ristorazione collettiva alla consulenza ambientale.

Protagonisti dell’incontro, rappresentanti di imprese cooperative che hanno condiviso progetti, visioni e sfide, valorizzando il ruolo della rete cooperativa nell’abilitare processi di cambiamento concreti.

Le voci dal panel

Rocco Giuseppe Salomone, addetto analisi e innovazione dei processi aziendali di Unilog Group, ha illustrato un progetto per rendere più efficiente la logistica attraverso l’automazione dei dati di carico:

“Siamo una società di logistica. Il nostro core business è il carico dei camion: conoscere in anticipo il volume da spedire ci permetterebbe di ottimizzare le spedizioni e ridurre il numero di mezzi su strada”.

“Il problema è che queste informazioni sono spesso imprecise: i clienti non sempre riescono a fornirle, e le rilevazioni in magazzino sono soggette a errori umani”.

“Per affrontare questa criticità, con il supporto della Fondazione PICO e di Innovacoop – nell’ambito del polo innovativo BI-REX ++, di cui la Fondazione è partner – stiamo sviluppando un progetto per automatizzare la rilevazione dei volumi direttamente dai carrelli che caricano i camion”.

“Grazie a un sistema ottico integrato, il carrello raccoglierà i dati e li trasmetterà a un centro specializzato, dove verranno combinati con le altre informazioni gestionali per ottenere misurazioni precise e affidabili”.

“Il prototipo è attualmente in sviluppo. In seguito, installeremo le telecamere su tutti i carrelli adibiti al carico e aggiorneremo il nostro algoritmo dedicato alla misurazione delle volumetrie”.

Gianluca Cristallo, Innovation Manager del Gruppo Camst, ha raccontato come il gruppo ha dato concretezza all’open innovation partendo dalle persone:

“Open innovation significa ascoltare, confrontarsi con le esperienze altrui e adattarle ai propri bisogni”.

“In Camst abbiamo scelto di abbracciare questo approccio nel 2022, partendo dalle persone. È così che è nata la nostra innovation community: un gruppo di giovani ragazze e ragazzi ricettivi al cambiamento per portare nuove idee in azienda”.

“Abbiamo deciso di invertire la logica classica della prototipazione. Invece di testare soluzioni ambiziose su larga scala, abbiamo scelto di partire da piccoli progetti, coinvolgendo anche startup e realtà esterne. Un approccio che ci ha permesso di imparare anche dai fallimenti”.

“Non è un processo semplice in ambito aziendale: richiede una cultura aperta al cambiamento continuo”.

“Per questo, dallo scorso anno, abbiamo formato un gruppo di facilitatori incaricati di supportare la formazione interna, sia del personale che del top management”.

Guido Ricci, presidente e direttore generale de La Lumaca, ha sottolineato come l’innovazione possa e debba essere integrata in tutti i settori, inclusi quelli educativi:

“Per noi, oggi, l’innovazione non è una scelta: riteniamo debba essere un asset strategico per ogni organizzazione. Anche per una realtà come la nostra, attiva nell’educazione e nella consulenza ambientale”.

“Ogni anno educhiamo oltre 150.000 studenti sui temi della sostenibilità”.

“Per educare davvero, dobbiamo saper coinvolgere: realtà aumentata, virtuale e gamification sono strumenti essenziali per dialogare con le nuove generazioni. Innovare significa usare i mezzi di oggi con uno sguardo rivolto al futuro, senza mai perdere di vista etica e sostenibilità. Perché innovare è fondamentale, ma solo se fatto con intelligenza”.

“Con il supporto della Fondazione PICO e di Innovacoop – nell’ambito del Polo innovativo BI-REX ++ – stiamo sviluppando un progetto per mappare e organizzare le informazioni interne, ridurre la ridondanza dei dati e migliorarne l’utilizzo”.

“Grazie a un finanziamento di Coopfond, puntiamo inoltre a integrare l’intelligenza artificiale per sviluppare nuovi prodotti e servizi in modo più efficace”.

“In particolare, vogliamo realizzare una “memoria intelligente” in cui raccogliere il know-how progettuale maturato in 45 anni di attività cooperativa. Un archivio vivo, pensato per facilitare il lavoro dei progettisti, migliorare la progettazione e conservare la memoria storica della cooperativa, rendendola accessibile anche alle nuove generazioni”.

“Per una realtà come la nostra, investire in un progetto così ambizioso non è scontato. È proprio in questo contesto che il supporto di partner cooperativi come PICO e Innovacoop diventa fondamentale”.

A chiudere i lavori è stato Piero Ingrosso, presidente di Fondazione PICO e direttore innovazione, promozione e digitale di Coopfond, con una riflessione sulla visione cooperativa dell’innovazione:

“La nostra visione di open innovation punta a rafforzare territori e comunità, promuovendo la collaborazione tra imprese per valorizzare economie di scala e potenzialità strategiche”.

“Per raggiungere questi obiettivi, costruiamo connessioni rapide ed efficienti, consapevoli che un eccesso di burocrazia può rallentare i processi, mentre una velocità eccessiva rischia di generare squilibri”.

“Se la cooperazione è viva da 180 anni, è perché custodisce un bisogno intrinseco di rinnovamento continuo”.

“Per questo, l’ecosistema Legacoop mette a disposizione strumenti come la Fondazione PICO e Coopfond”.

“La Fondazione PICO – il Digital Innovation Hub cooperativo – accompagna le cooperative nei percorsi di trasformazione digitale: ne rafforza le competenze, le sostiene nello sviluppo di progettualità innovative e promuove, attraverso attività di advocacy, il punto di vista cooperativo sull’innovazione nelle sedi istituzionali”.

“Coopfond, attraverso il supporto finanziario, favorisce la crescita e il consolidamento delle imprese, incentivando la diffusione di soluzioni nuove, condivise e ad alto impatto”.

“Al centro di questo ecosistema ci sono naturalmente le imprese: diverse per settori, eterogenee nei bisogni, ma accomunate da un approccio condiviso all’innovazione, costruito a partire dai bisogni concreti delle persone”.

A moderare i lavori è stata Marilena Raule, responsabile progetti innovazione e sviluppo di Innovacoop.

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L’evento è stato promosso da Fondazione PICO, Innovacoop e Legacoop Nazionale nell’ambito del WMF – We Make Future, presso BolognaFiere, Padiglione 21 (Impact to Business).

Fondazione e Innovacoop hanno inoltre sponsorizzato una coworking area aperta gratuitamente ai visitatori della fiera.

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